Via alla homepage Associazione Culturale Figli d'Arte Cuticchio
 
2 - 3 - 4 agosto 2012
ore 18,30
Parco archeologico di Selinunte
Ministero per i Beni e le Attività Culturali Regione Siciliana Città di Castelvetrano
Regione Siciliana Beni Culturali Rai 3
Ventinovesima edizione
Racconti figurati tra le rovine di Selinunte
Presentazione Gli artisti
 
Gli artisti del festival

Alfio Antico Musicista
Paolo Buggiani Scultore del fuoco
Mario Crispi Musicista
Giacomo Cuticchio Oprante e musicista
Mimmo Cuticchio Contastorie, autore e regista
Giovanni Guarino Animatore di racconti
Bruno Leone Guarattellaro
Paola Pace Attrice e narratrice
Fulvio Verna Maniante e combattente

Attori narratori

Sergio Beercoch
Marco Bertarini
Giancarlo Bloise
Chiara Casarico
Floriana Patti



Donato Pichi
Giuseppe Sciarratta
Tiziana Scrocca
Sabrina Sproviero

Alfio Antico
ALFIO ANTICO Musicista

Ha vissuto fino all’età di 18 anni facendo il pastore fra le montagne dell’entroterra siracusano. Le campane del suo gregge e il “magico” tamburello della nonna, che scacciava i mostri della solitudine e della paura, sono stati i suoi primi riferimenti sonori, sui quali si innestano le prime esperienze musicali nelle strade delle grandi città, fino all’incontro con i più famosi musicisti e uomini di teatro della grande tradizione italiana, tra gli altri: Musicanova, Edoardo Bennato, Lucio Dalla, Fabrizio De Andrè, Carmen Consoli, Vinicio Capossela, Peppe Barra, Renzo Arbore, Roy Paci, la Nuova Compagnia di Canto Popolare.
Attraverso il ritmo e il canto, Alfio Antico scolpisce le figure del tempo: «Io sono il tamburo» dice, per descrivere la perfetta simbiosi col suo strumento, una mistica unità fra la viva pelle della mano e quella antica che, fissata su un setaccio per il grano, torna a nuova vita. La sua teatralità naturale e dirompente, negli anni si è espressa al fianco di grandi protagonisti della scena come Maurizio Scaparro, Giorgio Albertazzi, Massimo Ranieri, Jerome Savary, Roberto De Simone.

Paolo Buggiani
PAOLO BUGGIANI Scultore del fuoco

Nato a Castelfiorentino, nei primi anni ’50 si trasferisce a Roma, dove approfondisce lo studio dell’arte contemporanea. Nel 1955, a 22 anni, vince il primo premio al concorso nazionale “Incontri della Gioventù”. Poco dopo è invitato al 1° “Salone d’Estate” insieme a trentuno artisti dell’avanguardia romana, tra cui Carla Accardi, Alberto Burri, Corrado Cagli, Giuseppe Capogrossi, Gastone Novelli, Achille Perilli, Mimmo Rotella, Giulio Turcato. Nonostante la sua giovane età, Buggiani è accolto nel gruppo e, nel ’56, tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Schneider di Roma presentato da Corrado Cagli.
Durante un soggiorno a Parigi, incontra Gino Severini, Sebastián Matta, Victor Brauner e Wilfredo Lam, che lo introduce alla galleria Glasier-Cordiè, dove espone in una personale nel 1958. Si trasferisce a New York nel ’62, dove sei anni dopo ottiene il Guggenheim Fellowship per la sperimentazione di un nuovo metodo di scultura denominato Vacuum Forming. Tornato in Italia nel maggio 1968, è attivo sia a Roma che Milano. Le sue installazioni urbane gli procurano una certa notorietà e in breve Buggiani diventa uno dei membri più importanti del movimento Street Art. Oggi è riconosciuto a livello internazionale per le sue “Fire Sculptures”. Dal 1979 divide il suo tempo e la sua attività tra New York e la medievale Isola Farnese di Roma, dove dipinge e scolpisce.

Mario Crispi
MARIO CRISPI Musicista

Conosciuto anche col nome del gruppo di cui è fondatore, Agricantus, Crispi è musicista, compositore e performer la cui caratteristica principale è la ricerca approfondita su strumenti a fiato arcaici provenenti da diverse parti del mondo. A questa ricerca egli affianca anche l’uso di un’elettronica creativa, con la quale filtra e modifica le sonorità dei propri strumenti.

Mario Crispi ha al suo attivo la produzione di decine di dischi, ha firmato e cofirmato diverse colonne sonore di film, telefilm e documentari, tra i quali: Placido Rizzotto, Il figlio della luna, Il Bagno Turco, Elvis & Marilyn, 7 Km da GerusalemmeJung: on the land of the mujaiddin, Effetti collaterali. Per il cinema ha collaborato, tra gli altri, con Luis Bacalov, Andrea Guerra, Pivio & Aldo De Scalzi. Crispi tiene concerti e performance in tutto il mondo; oltre a suonare regolarmente in Italia, ha suonato e viaggiato, per approfondire le sue ricerche musicali, in Europa, Tunisia, Libano, Egitto, Siria, Iran, Pakistan, Cina, Brasile, Kenya. Tra le sue attività anche l’educazione musicale con progetti mirati al recupero della devianza giovanile mediante le arti espressive. È ideatore e direttore artistico del festival “Paesaggi di suoni” e di progetti territoriali artistici integrati.
Giacomo Cuticchio
GIACOMO CUTICCHIO – Oprante e musicista

Nato a Palermo nel 1982, è compositore, pianista ed erede di una delle più robuste e vitali tradizioni teatrali siciliane dell’Opera dei Pupi. Figlio e nipote di maestri pupari, la sua formazione d’artista ha luogo tra avventure cavalleresche, battaglie e passioni contrastate, nella cornice di estremo rigore e attenzione che caratterizza l’attività teatrale di famiglia.
L’inclinazione per la musica del piccolo Giacomo trova fertilissima terra tra i suoni del pianino a cilindro, che tradizionalmente scandisce e commenta le vicende dei paladini di Francia, e lo straordinario e prezioso esercizio della vocalità proprio dell’Opra e del cunto. Giacomo compie le tappe del consueto apprendistato dell’Opera dei pupi: da suonatore di pianino ad aiutante di prima quinta, ad oprante completo, capace di dirigere per intero uno spettacolo e dare a tutti i pupi la voce.
Convivono in lui due anime, quella di puparo e quella di musicista; alla base di uno straordinario intuito per il suono e per la drammaturgia è possibile rintracciare, nelle sue composizioni teatrale e musicali, la prassi del cunto, di cui il padre Mimmo, è l’ ultimo autentico erede.
Dal 2003 dirige la giovane compagnia Figli d’Arte Cuticchio, rappresentando gli spettacoli dei pupi per i giovani e gli studenti  di ogni ordine e grado, nel teatro di Via Bara all’Olivella a Palermo.

Mimmo Cuticchio
MIMMO CUTICCHIO – Contastorie, autore e regista

Oprante-puparo e cuntista, universalmente riconosciuto come il massimo rappresentante dell’Opera dei pupi, Cuticchio ha traghettato la sapienza e il patrimonio tradizionali nel teatro contemporaneo, sperimentando nuove forme di rappresentazione nel rispetto della tradizione ereditata dal padre. Tutti gli spettacoli di Cuticchio, permeati dalla sua storia personale, mettono in campo il “mestiere”, ovvero l’insieme di strutture e attrezzi in dotazione alla famiglia d’arte, un “saper fare” ereditato dai maestri ma arricchito dalla ricerca continua di nuove forme e nuove dinamiche della scena.
La qualità davvero eccezionale di Mimmo Cuticchio – la cui fama è ormai vastissima – è quella di saper coniugare le caratteristiche del cunto popolare con l’abilità del regista-interprete del teatro dei pupi, capace di affidare all’improvvisazione lo svolgimento di un canovaccio di tradizione secolare, con un raffinato approfondimento delle radici storiche del repertorio ed una profonda riflessione sul significato che la civiltà epico-narrativa del Medio Evo ha conservato nel tempo, attraverso il variare delle forme letterarie e la metamorfosi che i diversi generi hanno imposto ai temi e ai personaggi della storia cavalleresca.
Accanto al repertorio classico (il ciclo dei Paladini di Francia, le cui fonti sono nell’Orlando Furioso e in altri poemi cavallereschi), Cuticchio ha costruito un repertorio di nuove storie, spesso legate all’attualità, che mette in scena con soluzioni registiche innovative, sempre legate alle tecniche del cunto e dell’Opera dei pupi. Ha collaborato, tra gli altri, con Salvatore Sciarrino e Mimmo Paladino. Nel 1971 ha fondato, e dirige tuttora, la compagnia Figli d’Arte Cuticchio, nel 1997 la scuola per pupari e cuntisti.

Giovanni Guarino
GIOVANNI GUARINO – Animatore di racconti

È tra i fondatori del CREST di Taranto. Nato e cresciuto nel dedalo delle viuzze della città vecchia, sin da bambino ne ha assorbito i suoni caratteristici: le barche che rientravano all’alba dalla pesca, le voci che riempivano i vicoli di richiami, i “cunti” dell’amata zia Mimina, che raccontava ogni sera per strada. Nel corso degli anni, decine di scelte scellerate hanno ridotto la città di Taranto, l’antica capitale della Magna Grecia, in un coacervo di tensioni, rabbia e povertà. L’industria ha aggredito il territorio producendo fumi, veleni, disoccupazione, tensione sociale ma ancor più tragicamente morte e miseria.
Vivendo ancora nel cuore della vecchia città, Guarino ha potuto constatate che di quelle voci che riempivano i vicoli non ne è rimasto niente. Solo il ricordo e l’eco sono ancora presenti nella sua testa e nel suo cuore. Per questo, da qualche anno, la sua attenzione è riservata a quelle attività che vedono il teatro calarsi nel sociale, per diventare occasione di socializzazione propositiva, di comunicazione, di conoscenza.

Bruno Leone
BRUNO LEONE – Guarattellaro

Bruno Leone apprende l’arte delle guarattelle da Nunzio Zampella, ultimo maestro guarattellaro napoletano, ed evita in tal modo la scomparsa di una tradizione che risale a girovaghi e saltimbanchi medievali. L’arte delle guarattelle deve la sua vitalità alla capacità dei burattinai di coniugare memoria e attualità in un rapporto molto stretto col pubblico. Bruno Leone, che ha ripreso canovacci e stili di quest’arte, ha contribuito con efficacia alla ripresa di un genere teatrale molto importante per la storia della cultura napoletana ed europea. Storie di Pulcinella è un modo di presentare i canovacci antichi nella loro modernità e universalità, alternandoli con altre storie antiche e moderne; oltre che spettacolo può diventare incontro, lezione, storia, commedia dell’arte antica e moderna, viaggio nel mondo meraviglioso delle guarattelle.
Paola Pace
PAOLA PACE – Attrice e narratrice

Ha frequentato la scuola di teatro Teatès, diretta da Michele Perriera, e l’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa. Il debutto risale al 1984 con l’Orestea di Euripide per la regia di Luigi Squarzina, cui fanno seguito Stichus di Plauto, regia di Giancarlo Sammartano, e La donna di Samo di Menandro diretta da Mario Prosperi. La formazione classica non le impedisce di sperimentare nuove e diverse forme di teatro con la cooperativa Dioniso di Palermo, per la quale interpreta numerosi spettacoli diretti da Claudio Collovà, tra cui Le Buttane dal romanzo di Aurelio Grimaldi.
Con Mimmo Cuticchio è Angelica in Le audaci imprese io cunto e Dorotea ne Gli erranti commedianti. Sempre diretta da Cuticchio è attrice ne L’urlo del mostro (premio UBU). Nel 1992, alle Orestiadi di Gibellina, prende parte allo spettacolo Metamorfosi di una melodia di Amos Gitai, con Hanna Schygulla, Samuel Fuller, Enrico Lo Verso; successivamente, Gitai la dirige anche alla Biennale di Venezia ne La guerra dei figli della luce contro i figli delle tenebre.
Dal 1996 inizia una ricerca personale sulle sonorità e dirige e interpreta diversi spettacoli, lavorando, tra gli altri, con Ut Comma, Roy Paci, Fred Casadei, Maurizio Lanzalaco. Con Luigi Maria Burruano è la protagonista femminile di Palermo oh cara al Teatro Biondo di Palermo. Nel 1997 interpreta L’assalto al cielo di Thierry Salmon. Successivamente lavora, tra gli altri, con Massimo Verdastro, Valerio Binasco, Paolo Graziosi, Marina Confalone, Roberto Andò, Maurizio Donadoni. Nel 2007 ha debuttato al Teatro Politecnico di Roma con un adattamento dell'Arte della Gioia, capolavoro di Goliarda Sapienza. Nel 2010 ha diretto e interpretato, al Teatro Antico di Segesta, Medèe di Max Rouquette. Per il cinema ha interpretato Le Buttane di Aurelio Grimaldi, La stanza dello scirocco di Maurizio Sciarra, I cento passi di Marco Tullio Giordana, Malèna di Giuseppe Tornatore.

Fulvio Verna
FULVIO VERNA – Maniante e combattente

È figlio di Piera, una dei sette figli di Giacomo Cuticchio (1917 – 1985) nata nel periodo in cui il padre e tutta la famiglia giravano per i paesini di mare e dell’entroterra siciliano a rappresentare le storie di Carlo Magno e dei paladini di Francia.
Fulvio conosce, assorbendo dai racconti della madre, il girovagare dei nonni e dalla sua famiglia, ma matura il suo apprendistato tra le quinte del palcoscenico, seguendo gli zii Mimmo e Nino, il primo sperimentatore di nuovi copioni e nuove messe in scena, il secondo strenuo difensore della tradizione e dei codici antichi del teatro dei pupi.
Fulvio ha preso parte a molti spettacoli per la grande scena diretti da Mimmo (Don Giovanni all’Opera dei Pupi, La riscoperta di Troia, Aladino di tutti i colori, O a Palermo o all’inferno).