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La Macchina dei Sogni 28ESIMA EDIZIONE
Racconti di confine •  2 / 12 Agosto 2011  •  Linosa e Lampedusa
Presentazione Programma Compagnie e Spettacoli Progetti
COMPAGNIE e SPETTACOLI

ASSOCIAZIONE FIGLI D'ARTE CUTICCHIO
Palermo

L’Associazione Figli d’Arte Cuticchio continua e rinnova un'antica tradizione iniziata nel 1933 quando il cav. Giacomo Cuticchio (1917–1985) fondò il suo Teatro dei Pupi a Palermo. A Mimmo Cuticchio, il maggiore dei figli maschi, si deve la continuità, l’affermazione e il rilancio della tradizione familiare. Oltre all’attività di conservazione, l’associazione porta avanti la promozione attraverso l’organizzazione di nuovi spettacoli, rassegne, mostre, convegni, seminari. Nel 1973 apre il suo teatro a Palermo, in Via Bara all’Olivella, nel cuore della città storica. Dal 1984 realizza La Macchina dei Sogni e, dal 1997, la prima Scuola per pupari e cuntisti, con l’obiettivo di garantire un futuro all’opera dei pupi e al cunto.

Figli d'Arte Cuticchio - Pupi
Opera dei pupi da antichi canovacci
Musica tradizionale pianino a cilindro


Oprante recitante Giacomo Cuticchio
Manianti e combattenti Fulvio Verna, Tania Giordano
Aiutanti di palcoscenico Serena Boccanegra, Donato Pichi
Musica Giacomo Cuticchio Ensemble



ORLANDO CONQUISTA LE ARMI
Orlando si trova a studiare in seminario e riceve la visita di Astolfo. A lui manifesta il desiderio di andare in Aspromonte a combattere al fianco del padre. Anche Astolfo mostra lo stesso desiderio, e allora pensano ad una fuga. Intanto, al campo cristiano, soldati e paladini sconfitti battono la ritirata. Carlo Magno ordina di riunire il consiglio per verificare le perdite subite. Manca Milone, padre di Orlando che è stato ucciso da Almonte d’Asia.
Alla notizia della morte del cognato, Carlo Magno decide di andare in cerca di Almonte d’Asia e affrontarlo. Nel frattempo, al campo cristiano giungono Orlando e Astolfo. Orlando avverte un certo disagio intorno a lui, tutti lo sfuggono, solo Gano gli riferisce che, se vuole trovare il padre, deve raggiungere suo zio Carlo Magno nel bosco. Orlando deve scegliere quale direzione prendere, sarà un angelo a guidarlo…
IL GRAN DUELLO DI ORLANDO E RINALDO PER AMORE DELLA BELLA ANGELICA
Angelica è arrivata a Parigi per sposare uno dei paladini di Francia. Ma sono in troppi a volerla e così è costretta a fuggire. Alla notizia, i paladini partono per andarla a cercare. Persino Orlando, che è capitan generale,innamoratosi di lei, ha abbandonato i suoi doveri e si è allontanato dalla città. Intanto, Parigi viene assediatadall’esercito di Rodomonte e a Carlo Magno non rimane che affidare a Rinaldo il comando dell’armata francese. Le battaglie sono spietate. Rodomonte è superbo ma anche potente e riesce a mettere scompiglio nel campo del cristiani, fino a quando non si scontra con Rinaldo, che dopo un terribile duello lo mette in fuga. Intanto Orlando trova Angelica…
LA PAZZIA DI ORLANDO
Agramante, re d’Africa, porta la guerra a Carlo Magno. Cristiani e saraceni si scontrano sotto le mura della città di Parigi. Cloridano e Medoro, per cercare il corpo del loro Re Dardanello, che è stato ucciso da Rinaldo, si spingono nottetempo fin sotto le mura ma vengono assaltati da due paladini che uccidono Cloridano e feriscono Medoro. Intanto Angelica, che fuggiva dai tanti paladini che la pretendevano, ritorna nella pianura, sotto le mura dove c’erano stati i combattimenti. Tra i morti, ode un lamento, è quello di Medoro. Angelica lo soccorre e se ne innamora perdutamente. Con l’aiuto di un contadino, lo porta via. I due arrivano in una capanna e vivono una bellissima storia d’amore. Orlando impazzisce e getta tutte le sue armi. Intanto Astolfo, con l’Ippogrifo arriva sulla luna…
Mimmo Cuticchio
BATTAGLIA DI TRE CONTRO TRE ALL'ISOLA DI LAMPEDUSA
Diretto da Mimmo Cuticchio
Musiche originali di Giacomo Cuticchio

Oprante recitante Mimmo Cuticchio
Manianti e combattenti Giacomo Cuticchio, Tania Giordano, Davide Polizzi,
Filippo e Fulvio Verna

Aiutante di palcoscenico Donato Pichi
Musica Giacomo Cuticchio Ensemble
sax Nicola Mogavero
violoncello Francesco Biscari
violino Giuseppe Fantauzzo
corno Mauro Vivona


L’elemento centrale ruota attorno all’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto nelle guerre tra Agramente d’Africa e Carlo Magno, ma si tratta quasi di un ritorno alle origini della grande tradizione, con tutte le implicazioni tecniche e di convenzione che il mestiere impone, dall’uso melopeico della voce alla recita sapientemente improvvisata. Un inno al teatro popolare che si nutre di estro e tecnica.
La scelta di Mimmo Cuticchio di rappresentare questo episodio assume un significato ancor più importante poiché, nel coinvolgere padri e figli, maestri ed allievi, manianti e combattenti, mostra una forma di spettacolo che nel passato ha reinventato la vita attraverso i pupi, un teatro con molta poesia, con buoni e grandi sentimenti, dall’amore alla forza, dall’amicizia al coraggio, dalla morte alla vita, che ancora oggi non ha concluso il suo ciclo.
L’episodio intreccia la discordia nel campo di Agramente, il racconto di come questi si salvi da una tempesta e approdi all’isola di Lampedusa, la pazzia di Orlando, lo scontro di tre campioni cristiani contro tre campioni pagani, ovvero tra Orlando e Gradasso, Oliviero e Agramante, Brandimarte e Subrino. Le musiche sono originali ed eseguite dal vivo.
 
MIMMO CUTICCHIO
Palermo

Oprante, puparo e cuntista.
Una definizione corretta ma insufficiente a descrivere il suo ruolo atipico di autore e regista fra i protagonisti della nuova scena del teatro italiano. Le innovazioni e le contaminazioni da lui operate, pur nel sostanziale rispetto della tradizione, lo collocano, a pieno titolo, tra i maggiori rappresentanti del teatro di sperimentazione. Ne sono testimonianza i numerosi allestimenti messi in scena negli ultimi vent’anni, che integrano elementi provenienti dalla pratica dei pupi, da quella del cunto e dalle esperienze del teatro lirico e d’avanguardia. Il rapporto di Cuticchio con diverse espressioni della scena contemporanea è altresì ribadito dai suoi complessi e assidui rapporti col cinema (Monicelli, Coppola, Tornatore, Sciarra, Turturro, Ciprì e, più recentemente, Emanuele Crialese, che lo ha voluto protagonista nel suo nuovo film Terraferma), la radio e l’arte contemporanea di Mimmo Paladino.

Mimmo Cuticchio
L’APPRODO DI ULISSE
Cunto di e con Mimmo Cuticchio

Il viaggio di ritorno di Ulisse, antropologico e simbolico, rappresenta certamente quello di un intero popolo, i Greci, ma rappresenta soprattutto il singolo uomo che conquista la propria identità all’interno di un ordine, che è umano e, nello stesso tempo, cosmico e divino.
Il filo conduttore di questo spettacolo è sempre il travagliato ritorno dell’eroe in patria, ma in trasparenza passano altre favole e si compiono altri viaggi, altri azzardi, come quello dell’oprante-cuntista, che mette a rischio il suo “mestiere” nel tentativo di “afferrare” la realtà. Lo sfondo è un paesaggio che, per suono, luce e ferocia, è anche la Sicilia; l’incerta navigazione di Ulisse, la sua inquietudine, la sua smania di “vedere”, “conoscere” è anche l’incerto procedere della pratica espressiva nei marosi della comunicazione di massa, dei privilegi di casta e delle prepotenze.
Ma l’odissea mitica, sulla quale abbiamo fondato la civiltà dell’Occidente, si carica oggi di altri significati, e quell’azzardo che fu impulso alla conoscenza per Ulisse e desiderio di nuovi approdi per l’artista, deve fare i conti oggi con la disperata odissea di popoli in cerca di una vita migliore.
Il viaggio come conoscenza, sfida, destino è al centro della nostra civiltà. L’eroe affronta il viaggio per costruire la propria identità, ma anche per conoscere l’altrove, il diverso. Sono le  stesse motivazioni che spingono l’artista moderno, l’uomo di teatro, ad abbandonare il porto sicuro della propria tradizione per arricchire l’esperienza nel mare della complessità.
Oggi, dobbiamo tornare a riconsiderare la parabola di Ulisse alla luce degli eventi che stanno sconvolgendo il sistema geopolitica del Mediterraneo. Non siamo forse dinanzi a una nuova odissea? Un’odissea che ci fa pensare al racconto fondante della nostra civiltà, ma anche a quei viaggi della speranza che soprattutto noi meridionali abbiamo affrontato oltre un secolo fa.
Ulisse, allora, è il prototipo dell’uomo in cerca di se stesso, un uomo che ha capito l’importanza della diversità, del confronto, del dialogo. Ogni odissea, dunque, come anche il racconto che farà Cuticchio, contiene questi concetti: esperienza, conoscenza, rinnovamento, accoglienza, confronto, dialogo, se non vogliamo che il viaggio si trasformi in naufragio.
 
GIACOMO CUTICCHIO ENSEMBLE
Palermo

Il gruppo nasce dall’amicizia di cinque musicisti – Giacomo Cuticchio, Francesco Biscari, Nicola Mogavero, Alessio Pianelli, Mauro Vivona – che, mantenendo la propria identità e traendo ispirazione dalla tradizione del teatro dell’Opera dei Pupi, cerca di uscire dai canoni prestabiliti e, fra ritmi scomposti, sperimenta nuove sonorità, atipiche nell’incontro tra strumenti ad arco, fiati e pianoforte.


Giacomo Cuticchio Ensemble

QUADERNO DI DANZE E BATTAGLIE DELL'OPERA DEI PUPI
Concerto con videoproiezione


Scritto e diretto da Giacomo Cuticchio

Musica Giacomo Cuticchio Ensemble
sax soprano e baritono Nicola Mogavero
corno d’orchestra Mauro Vivona
violoncello Alessio Pianelli, Francesco Biscari
pianoforte Giacomo Cuticchio

Video-proiezione Chiara Andrich


È un racconto musicale che si sviluppa in due parti: la prima è una composizione in cinque tempi che cerca un nuovo linguaggio, in cui ogni strumento ha una parte da protagonista nello svelare le battaglie, gli intrighi, le zuffe e gli amori dei pupi, lasciando via libera all’immaginazione. Una composizione in divenire, dove le origini acquisiscono nuove sfumature e la partitura altre melodie, dove tradizione e avanguardia si stringono in un nuovo abbraccio.
La seconda parte, chiamata Rapsodia fantastica, è un breve e veloce documentario che scivola tra la musica, che diviene ora commento, ora coprotagonista. Le belle immagini sono curate da Chiara Andrich, che ha montato in video alcune parti di spettacolo e alcuni momenti di laboratorio. La nascita del Pupo e le sue gesta si intrecciano con il legno, il metallo, un po’ di stoffa, un tocco di pennello. Una nascita accolta dalla musica che dà un armonioso benvenuto al nascituro.
 
ISTITUTO DELLE GUARATTELLE
Bruno Leone

Napoli

Bruno Leone è uno dei più importanti burattinai d’Italia, anzi è ambasciatore della maschera di Pulcinella nel mondo. Negli anni ’70 apprende l’arte delle guarattelle da Nunzio Zampella, ultimo maestro guarattellaro napoletano, evitando in tal modo la scomparsa di una tradizione che risale ai girovaghi e saltimbanchi medievali. A Napoli, la rinascita di Pulcinella è un merito da attribuire a Bruno Leone, che da trent’anni ne indossa ‘o cammesone.
Nel corso degli anni, il Pulcinella di Leone è diventato attento osservatore e interprete di tanti argomenti di impegno civile, sia in teatro che nelle strade. In tutti questi anni, Leone non ha conosciuto soste, lavorando in diversi progetti a Napoli e realizzando lunghe tournée in tutto il mondo. Ha partecipato a tutte le edizioni de La Macchina dei Sogni e anche questa volta, pur di essere con noi a Linosa, ha rifiutato una prestigiosa tournée all’estero.

Bruno Leone
STORIE DI PULCINELLA
Di e con Bruno Leone

Pulcinella è l'uomo della strada che riesce a sfuggire la morte, a prendersi gioco del potere e della prepotenza pur manifestando egli stesso paura, timore e tutti quei sentimenti che non sono dell'eroe da favola ma dell'uomo di tutti i giorni. Storie di Pulcinella è un modo di presentare i canovacci antichi nella loro modernità e universalità alternandoli con altre storie antiche e moderne, e oltre che spettacolo può diventare incontro, lezione, storia, viaggio insieme nel mondo meraviglioso delle guarattelle.
L'arte delle guarattelle deve la sua vitalità alla capacità dei burattinai di coniugare memoria e attualità in un rapporto molto attento col pubblico. Bruno Leone, che ha ripreso canovacci e stili di quest'arte, ha contribuito con efficacia alla ripresa di un genere teatrale tanto importante per la storia della cultura napoletana ed europea. Pulcinella, sempre in scena alla destra del burattinaio, scandisce con la sua magica voce - ottenuta col segreto strumento della pivetta - l'alternarsi delle storie.
 
LA VOCE DELLE COSE
Luì Angelini, Paola Serafini

Bergamo


Nel 1978 fondano Assondelli & Stecchettoni. Nel 1989 lo spettacolo Appartamento con figure porta la compagnia in Europa, con una tournée in Portogallo, Spagna e Francia. Negli anni che seguono, collaborano con il Centro Teatro di Figura di Cervia con cui iniziano una intensa collaborazione artistica. Una serie di spettacoli, e specialmente Cappuccetti Rossi e Pinocchio dei Legni, segnano questa fase e contribuiscono alla diffusione del lavoro della compagnia anche fuori dall’Europa.
Nel 1995 Assondelli & Stecchettoni si fonde con il CTF, l’ensemble diventa nel 1998 la cooperativa Arrivano dal mare!.
Nel 2000 Paola e Luì inventano le Macchine per il teatro incosciente, oggetti che sono contemporaneamente microspettacoli, giocattoli, mezzi di intrattenimento, unità didattiche.
Nella primavera del 2003 danno vita al progetto La voce delle cose, studio associato per l’esplorazione del potenziale evocativo degli oggetti di uso comune.
Dopo 25 anni dedicati al Teatro di figura e gli ultimi 15 tutti orientati verso il Teatro d’oggetti, Luì Angelini e Paola Serafini espandono la loro esperienza anche fuori dei confini del palcoscenico.

Paola SerafiniFIABE SELVATICHE
Di e con Paola Serafini

Le fiabe si riscaldano nel loro passaggio di bocca in bocca. A voler essere più precisi, il percorso è: bocca-orecchio-immaginazione-ricordo-ragione-affetti-bocca. Ogni ciclo di questo percorso, che si è ripetuto nei secoli, ha scaldato le storie con l’energia delle persone che le hanno tramandate per educare, divertire, intimidire, far passare il tempo, accendere i sogni. I protagonisti di questa selezione di fiabe sono animali che vivono le loro avventure nel bosco. Il racconto è sostenuto dalla creazione di immagini e suoni per mezzo di oggetti della vita quotidiana e piccoli strumenti musicali.

Luì AngeliniOGGETTI DA FAVOLA
Di e con Luì Angelini

Le fiabe Cappuccetto Rosso e I tre porcellini sono raccontate per mezzo di oggetti recuperati: catini di plastica, contenitori per alimenti, cassette della frutta e spazzatura. Si colorano di ironia le immagini create dagli oggetti sottratti alla loro normale destinazione e usati in un contesto narrativo come “figure”, che sono a volte personaggi, altre immediate illustrazioni del racconto.
Il testo, pur rimanendo fedele alle storie originali, le ripropone attualizzandole con semplici riferimenti all’oggi e divertenti giochi verbali. Ogni favola è raccontata con una tecnica diversa, con materiali molto semplici e in una struttura scenica essenziale, creando così l’immagine di un teatro nudo, esplicito nei suoi risvolti tecnici, con il desiderio di trasmettere a ragazzi e adulti la voglia di riprovarci a casa.

MAGO COPPELIUS
Roma

Mago Coppelius è il nome d'arte che Donato Pichi ha preso in prestito dal personaggio dei racconti di Hoffman: L’uomo della sabbia.
Nei racconti di Hoffman il mago è un alchimista che ruba gli occhi ai bambini per applicarli alle sue creature inanimate e in effetti gli occhi dei burattini di Donato, spesso, sembrano vivi.
Egli costruisce personalmente i burattini, utilizzando diversi materiali: legno, cartepesta, segatura, pietra pomice, polistirolo, gommapiuma e tutto ciò che si può riciclare: bottiglie di plastica, lattine, rotoli di carta da cucina… La maggior parte dei suoi spettacoli sono rivolti principalmente ad un pubblico di bambini e ragazzi, ma spesso coinvolgono anche il pubblico adulto. Le storie che Pichi mette in scena partono dal personaggio Coppelius ma interagiscono con Pulcinella, la sua innamorata Teresina, il coccodrillo e altri personaggi presi in prestito dal teatro di figura, recuperando la tradizione romana e laziale, partendo dal presupposto che in ogni regione esiste una tradizione peculiare che si tramanda.
A Roma e nel Lazio in generale  la tradizione del teatro di figura si è un po’ persa. L’ultimo vero burattinaio tradizionale romano è stato Gaetano Santangelo, detto Ghetanaccio, il quale, pizzicando l’atteggiamento dei nobili, la chiesa e le guardie, passò gran parte della sua carriera in carcere.
La ricerca di Donato Pichi si pone l'obiettivo di recuperare gli elementi fondamentali del teatro di figura di Ghetanaccio, insostituibile cantore di pregi e difetti del popolo romano.

Mago Coppelius
RUGANTINO E PULCINELLA
Di e con Donato Pichi

Rugantino, ovvero la voce di Roma fa visita al Mago Coppelius e di nascosto beve una pozione magica che lo rende pazzo; infatti è convinto di essere uno sceriffo e vorrà portare giustizia nel paese a modo suo, facendosi aiutare da un coccodrillo e chiamando la morte in persona. Il Mago per  far tornare in se il caro amato Rugantino si farà aiutare da un insolito Pulcinella che va in giro con  un campanello e porta un cappello rosso.

GIULIANO SCABIA
Firenze

Nato a Padova, Giuliano Scabia è autore, attore, regista e animatore teatrale. L’esordio come autore teatrale, preceduto da un testo poetico scritto per un’opera di Luigi Nono e da altri raccolti in Servo e padrone, è nel 1967 alla Biennale di Venezia con Zip Lap Lip e Vap Map Crep Scap Plip Trip Scrap & la Grande Mam alle prese con la società contemporanea, che si colloca tra le più rappresentative esperienze della controversa stagione dell’avanguardia teatrale italiana.
Una delle costanti dell’attività di Giuliano Scabia è stata progettare testi o “azioni teatrali” pensate per persone o gruppi precisi, con i quali condividere interessi culturali, politici, artistici, umani. Una ricerca di ambiti e di sensibilità comuni, ricerca che si è sviluppata in teatro fino al 1969, fino all’incontro-scontro con Paolo Grassi al Piccolo Teatro, e da allora in poi al di fuori del teatro professionale, di cui si è in un certo senso liberato, per andare a cercare nuovi luoghi per accadimenti e eventi fuori dall’ordinario.
Partendo sempre dalla scrittura, ha creato esperienze memorabili, come le azioni teatrali di decentramento in Emilia-Romagna e a Torino, e la famosa situazione teatrale presso l’Ospedale Psichiatrico di Trieste, assieme a Franco Basaglia, raccontata in Marco Cavallo (Einaudi, 1976). È tra i fondatori del DAMS di Bologna, dove ha insegnato Drammaturgia.

Giuliano Scabia
RONCISVALLE
Di e con Giuliano Scabia


È probabile che anche molti animali abbiano assistito alla battaglia di Roncisvalle, dove i paladini morirono da eroi. Degli animali, però, non resta racconto. Anche dello scudiero Gaìna non si trova traccia nella Chanson de Roland. Ma chi può dire che non ci fosse? Nel bosco fatato di cui si parla in questo racconto, vanno e vengono cavalieri e animali magici e sapienti, l’asino e il cervo bianco, l’uomo selvatico e un teatro vagante, il vento e le api. Dio e Gaìna, proto personaggio e proto maschera, comico legame tra il mondo delle bestie e quello degli uomini.
Quello che Giuliano Scabia reinventa, ormai da molti anni, è un genere illustre che allunga le sue radici nei bestiari e nella favolistica classica. Le bestie commentano il teatro umano, cioè le finzioni degli uomini, il rituale dei loro comportamenti. Dice il cinghiale maschio: «Vorrei poterli osservare da vicino. So che ridono, giocano, guardano le immagini, fanno viaggi, si uccidono fra loro. Nei nostri confronti sono così feroci. Eppure sono animali, anche loro».
 
TEATRO TAGES
Agostino Cacciabue
, Rita Xaxa
Cagliari

Agostino Cacciabue e Rita Xaxa sono artigiani dello spettacolo che, con grande perizia e passione, costruiscono e animano con le marionette a filo. I due teatranti, provenienti da differenti ambiti della scena italiana, nel 1993 hanno unito le proprie energie e fondato in Sardegna il Teatro Tages. La compagnia ha partecipato a festival internazionali in Italia e in tournée all’estero: Senegal, Pakistan, India, Ucraina, Singapore e Spagna. Nel 2006 ha vinto il 2° Premio al festival internazionale Puppet Theatres and Other Forms of Scenic Animation, organizzato dal Dipartimento Teatro D’Animazione dell’Accademia D’Arte Drammatica di Kharkiv in Ucraina.
Il loro lavoro si svolge a vista, senza la tradizionale baracca, per mostrare al pubblico l’arte e la maestria dei manovratori dietro le quinte di un teatro di marionette.

Teatro Tages
IL FIL'ARMONICO
Con Agostino Cacciabue e Rita Xaxa

Lo spettacolo è un florilegio, un mosaico composto da momenti di vita del marionettista che si intrecciano con le storie delle sue figure. Sono frammenti di vita, storie minime, pochi minuti per raccontare emozioni e passioni. Immagini rapide quanto un’occhiata che si lancia oltre una porta socchiusa, al di là delle vedute di tutti i giorni, alla ricerca di gesti e personaggi che sappiano ancora sorprenderci. Non ci sono parole, ma solo musica. Non ci sono segreti, perché l’animazione è lasciata a vista. Le marionette de Il fil’armonico ballano, soffrono, sperano, ridono con lo stesso spirito che muove gli esseri umani. Anche per loro, per i pupazzi che calcano il palcoscenico, il destino è sempre appeso a un filo. Ma questa volta si vede benissimo dove vada a finire.
 
TRICKSTER TEATRO
Cristina Galbiati, Ilija Luginbühl
Novazzano (Svizzera)

Nato dall’incontro di Cristina Galbiati e Ilija Luginbühl, TricksterP è un progetto di ricerca  artistica che si muove in un territorio di confine e contaminazione tra diversi linguaggi.
Dopo una prima fase imperniata su una specifica ricerca sulla centralità e la fisicità del performer, nel corso degli anni il progetto Trickster si allontana dal concetto di teatro in senso stretto per indagare possibili segni espressivi trasversali che, tanto concettualmente quanto formalmente, siano il risultato della commistione di strumenti artistici estremamente eterogenei.
La ricerca sul performer si sposta in maniera prioritaria sullo spettatore che diviene uno dei principali nuclei d’interesse del progetto: la riflessione sulle implicazioni del destinatario nel concetto dell’opera e sul significato dell’essere spettatore nella nostra contemporaneità, sono costanti ricorrenti che accomunano i diversi lavori di TricksterP.
La poetica di Cristina Galbiati e Ilija Luginbühl predilige un’estetica fortemente essenziale che si allontana dal livello narrativo per immergersi nel livello immaginifico ed evocativo.
Oltre che nei lavori artistici, la vocazione sperimentale del progetto si è concretizzata nella creazione de la casa del tabacco, spazio di creazione e sperimentazione situato nel borgo di Novazzano, a pochi chilometri dal confine italo-svizzero, e sede del progetto Trickster. A tutt'oggi i lavori di TricksterP sono stati presentati in Europa, Asia e America Latina.
Trickster Teatro
RAPSODIA PER GIGANTI
ovverosia volteggi per trampolieri tra mito e fiaba


È un duetto per trampolieri in spazi aperti che affonda le sue radici in tutto quel vasto territorio di suggestioni sottese tra mito e fiaba; lo spettacolo vuole indagare sulle possibilità di un teatro che utilizzi la scenografia naturale preesistente, sia essa urbana o extra urbana, per lo sviluppo dell’azione scenica, in una sorta di rivalutazione dell’evento teatrale riportato in luoghi inconsueti per il teatro.
Due enormi personaggi d’altri tempi appaiono accompagnati dal rullo dei tamburi ... si aprono le danze e come in un antico mazzo di carte le storie si intersecano e si confondono, si dipanano per mescolarsi nuovamente in bilico sulla sottile linea dell’eterno connubio d’amore e morte...
Ciò che conduce lo spettatore nel dipanarsi dello spettacolo non sono tanto le singole fabulae, i singoli episodi con i loro inizi e le loro fini, quanto l’atmosfera generale: quella generale aura di possenza e ineffabilità che pervade tutta l’area tra mito e fiaba, di fronte alla quale tutto ciò che è umano sembra irrimediabilmente caduco ed effimero e di una piccolezza disarmante; così, in questo girotondo di ruoli, i personaggi perdono la loro ‘umanità’ per trasformasi in caratteri nei quali convivono gli opposti e le loro negazioni: la struttura narrativa viene abbandonata a favore di un intreccio che si snoda secondo la logica delle associazioni d’immagini.
 


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