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SUMMARY:RAPSODIA FANTASTICA a Parigi Istituto Italiano di Cultura
DESCRIPTION:RAPSODIA FANTASTICA a Parigi Istituto Italiano di Cultura\nIl “Quaderno di Danze e Battaglie dell’Opera dei Pupi” è un omaggio al lavoro degli opranti pupari e alle loro creature\, evocate con citazioni sonore\, incanti e suggestioni tra le armonie e i ritmi.\nLa Ouverture\, come da tradizione\, introduce l’azione e i temi delle narrazioni cavalleresche sviluppate nei brani seguenti.\nArditi e Trame è una rappresentazione musicale del “vantamento” dei Paladini di Francia\, la tradizionale parata che vede sfilare i cavalieri di Carlo Magno col seguito di principesse e scudieri\, finché lo squillo del “corno di guerra” annuncia l’assedio dell’esercito avversario e\, con esso\, l’apprestarsi della seguente Battaglia\, scandita inizialmente dal tempo composto in 7/8\, chiamato a evocare il battito del piede – quasi una danza – che gli opranti praticano dietro le quinte per dare ritmo a una singolar tenzone tra paladini\, mentre il seguente tempo ternario\, che chiude il numero guerresco\, è lo stesso del tactus tradizionale delle battaglie campali. Una serenità distesa tra tensione e abbandono caratterizza il successivo quadro\, Pene d’amore perdute\, sospeso tra la delicatezza dell’amor cortese e l’asprezza dei paradigmi etici che caratterizzano le relazioni tra i Paladini di Francia. L’ultimo quadro introduce l’ascoltatore dentro La fabbrica degli incantesimi\, in cui prende vita il “fantastico” del Teatro dei Pupi\, tra potenti maghi\, maestri d’ogni incanto e sortilegio. Maestri di canto e d’incanto sono anche gli straordinari musicisti dell’Ensemble\, ora Paladini ora opranti in questo teatro sonoro di Giacomo Cuticchio: Nicola Mogavero che s’alterna tra le agilità del sassofono soprano e le profondità morbide e rugose del sax baritono\, Fabio Piro con l’ottone guerriero del suo trombone\, Marco Badami al violino e Paolo Pellegrino al violoncello\, in un continuo cimento tra aperture solistiche e colore orchestrale. Il pianoforte di Cuticchio prende parte all’Opera come l’antico pianino a cilindro\, cui la tradizione assegna il ruolo di commentatore musicale degli spettacoli del Teatro dei Pupi\, quello stesso pianino che Giacomo Cuticchio suonava da bambino durante il suo apprendistato di puparo. La seconda parte del concerto si trasforma in un vero e proprio viaggio visivo e sonoro\, una Rapsodia Fantastica. Marce\, galoppi e battaglie prendono forma attraverso la musica\, accompagnando la videoproiezione realizzata da Chiara Andrich. Sullo schermo\, il laboratorio artigianale si anima: un pupo nasce sotto gli occhi dello spettatore\, mentre mani esperte ne assemblano l’ossatura\, ne modellano la testa e ne impreziosiscono l’armatura. Così\, Orlando prende vita\, pronto a muoversi tra i personaggi che popolano il vasto universo cavalleresco: i paladini\, le dame\, i destrieri\, le creature fantastiche. Musica e immagini si fondono in un racconto per temi\, che attraversa i motivi centrali del Teatro dei Pupi: la battaglia\, l’amore\, la magia\, la morte\, il fantastico. Il video\, scandito da gesti precisi\, colori vividi e ritmi incalzanti\, dialoga con l’esecuzione dal vivo del Giacomo Cuticchio Ensemble\, dando vita a un’esperienza «immersiva» e coinvolgente. Il concerto diventa così un tributo agli opranti pupari\, custodi di un’arte antica e affascinante\, e alle loro creature\, che\, come se fossero evocate dalla musica\, si animano sullo schermo in un gioco continuo tra realtà e immaginazione.
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SUMMARY:FRANCESCO E LE CROCIATE
DESCRIPTION:FRANCESCO E LE CROCIATE\n\nNell’estate del 1219\, a 37 anni\, Francesco si reca con alcuni compagni a Damiata\, in Egitto\, nella generosa illusione di poter fermare gli scempi della quinta crociata. Il delegato della Sede Apostolica\, cardinale Pelagio Galvan\, che guida l’assedio a Damiata\, lo tratta come uno sconsiderato. Francesco è convinto che nell’Islam occorre andare con il mano il Vangelo e non con la spada. Pelagio va invece ripetendo che l’Islam va schiacciato proprio con la spada. Francesco gli predice\, nel nome di Dio\, una vergognosa fuga che si verifica puntualmente il 29 agosto. Nella sua divina ostinazione\, si reca nel campo dei Saraceni\, deciso ad incontrare il sultano Melek El Kemel\, che inutilmente aveva offerto ai cristiani una onorevole proposta di pace. Il sultano apprezzerà profondamente la fede cristiana di Francesco spinta al rischio del martirio.\n\n\n\nAttorno a questo episodio della vita del Santo\, che lo rivela come precursore di un concetto di convivenza universale\, ruotano dicerie\, miti\, leggende e fatti storicamente accertati\, dall’affiorare del senso della sua missione\, alla rottura con la famiglia\, al proselitismo\, al rapporto con Chiara\, al lupo di Gubbio\, all’opera di rievangelizzazione del suo ordine\, al dissenso con l’ala più mondana della Chiesa\, al mistero delle stigmate ricevute nell’eremo della Verna.\n\nLa vicenda è adattata all’ascolto di alcuni popolani\, nella Palermo della prima metà del XIII sec. Funestata da conflitti sociali e repressa da Federico II\, impegnato a ristabilire l’autorità imperiale. Sulla scorta delle fonti\, si immagina che due confratelli di Francesco giungano nella zona dell’antico porto di Palermo la sera del 13 settembre del 1224\, vigilia del giorno arcano in cui Francesco riceverà le stimmate. Sollecitati dalla curiosità popolare\, narrano la vita del Santo. La rappresentazione\, oltre a dare un’idea della diffusione del francescanesimo in Sicilia\, valorizza con il linguaggio delle maschere e quello dei combattenti\, le potenzialità espressive dell’opera dei pupi.
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DESCRIPTION:FRANCESCO E LE CROCIATE\n\nNell’estate del 1219\, a 37 anni\, Francesco si reca con alcuni compagni a Damiata\, in Egitto\, nella generosa illusione di poter fermare gli scempi della quinta crociata. Il delegato della Sede Apostolica\, cardinale Pelagio Galvan\, che guida l’assedio a Damiata\, lo tratta come uno sconsiderato. Francesco è convinto che nell’Islam occorre andare con il mano il Vangelo e non con la spada. Pelagio va invece ripetendo che l’Islam va schiacciato proprio con la spada. Francesco gli predice\, nel nome di Dio\, una vergognosa fuga che si verifica puntualmente il 29 agosto. Nella sua divina ostinazione\, si reca nel campo dei Saraceni\, deciso ad incontrare il sultano Melek El Kemel\, che inutilmente aveva offerto ai cristiani una onorevole proposta di pace. Il sultano apprezzerà profondamente la fede cristiana di Francesco spinta al rischio del martirio.\n\n\n\nAttorno a questo episodio della vita del Santo\, che lo rivela come precursore di un concetto di convivenza universale\, ruotano dicerie\, miti\, leggende e fatti storicamente accertati\, dall’affiorare del senso della sua missione\, alla rottura con la famiglia\, al proselitismo\, al rapporto con Chiara\, al lupo di Gubbio\, all’opera di rievangelizzazione del suo ordine\, al dissenso con l’ala più mondana della Chiesa\, al mistero delle stigmate ricevute nell’eremo della Verna.\n\nLa vicenda è adattata all’ascolto di alcuni popolani\, nella Palermo della prima metà del XIII sec. Funestata da conflitti sociali e repressa da Federico II\, impegnato a ristabilire l’autorità imperiale. Sulla scorta delle fonti\, si immagina che due confratelli di Francesco giungano nella zona dell’antico porto di Palermo la sera del 13 settembre del 1224\, vigilia del giorno arcano in cui Francesco riceverà le stimmate. Sollecitati dalla curiosità popolare\, narrano la vita del Santo. La rappresentazione\, oltre a dare un’idea della diffusione del francescanesimo in Sicilia\, valorizza con il linguaggio delle maschere e quello dei combattenti\, le potenzialità espressive dell’opera dei pupi.
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DESCRIPTION:FRANCESCO E LE CROCIATE\n\nNell’estate del 1219\, a 37 anni\, Francesco si reca con alcuni compagni a Damiata\, in Egitto\, nella generosa illusione di poter fermare gli scempi della quinta crociata. Il delegato della Sede Apostolica\, cardinale Pelagio Galvan\, che guida l’assedio a Damiata\, lo tratta come uno sconsiderato. Francesco è convinto che nell’Islam occorre andare con il mano il Vangelo e non con la spada. Pelagio va invece ripetendo che l’Islam va schiacciato proprio con la spada. Francesco gli predice\, nel nome di Dio\, una vergognosa fuga che si verifica puntualmente il 29 agosto. Nella sua divina ostinazione\, si reca nel campo dei Saraceni\, deciso ad incontrare il sultano Melek El Kemel\, che inutilmente aveva offerto ai cristiani una onorevole proposta di pace. Il sultano apprezzerà profondamente la fede cristiana di Francesco spinta al rischio del martirio.\n\n\n\nAttorno a questo episodio della vita del Santo\, che lo rivela come precursore di un concetto di convivenza universale\, ruotano dicerie\, miti\, leggende e fatti storicamente accertati\, dall’affiorare del senso della sua missione\, alla rottura con la famiglia\, al proselitismo\, al rapporto con Chiara\, al lupo di Gubbio\, all’opera di rievangelizzazione del suo ordine\, al dissenso con l’ala più mondana della Chiesa\, al mistero delle stigmate ricevute nell’eremo della Verna.\n\nLa vicenda è adattata all’ascolto di alcuni popolani\, nella Palermo della prima metà del XIII sec. Funestata da conflitti sociali e repressa da Federico II\, impegnato a ristabilire l’autorità imperiale. Sulla scorta delle fonti\, si immagina che due confratelli di Francesco giungano nella zona dell’antico porto di Palermo la sera del 13 settembre del 1224\, vigilia del giorno arcano in cui Francesco riceverà le stimmate. Sollecitati dalla curiosità popolare\, narrano la vita del Santo. La rappresentazione\, oltre a dare un’idea della diffusione del francescanesimo in Sicilia\, valorizza con il linguaggio delle maschere e quello dei combattenti\, le potenzialità espressive dell’opera dei pupi.
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SUMMARY:Le vie dei Tesori (visite guidate)
DESCRIPTION:Il laboratorio delle meraviglie del re dei pupari\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nIl re dei pupari\, il poeta del cunto\, l’uomo che ha portato nel mondo la tradizione dell’Opera dei Pupi\, diventata Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Mimmo Cuticchio è una miniera di memorie e di vita. In questa occasione si potrà entrare nel cuore del laboratorio e del teatro di via Bara all’Olivella\, con la guida sua o di altri componenti di questa straordinaria famiglia di artisti. Nel laboratorio dove Angelica\, Medoro\, Orlando\, Rinaldo\, Bradamante e tanti altri meravigliosi pupi sono appesi uno accanto all’altro\, si assisterà a una piccola performance che mostrerà i segreti del movimento dei pupi. Poi la visita proseguirà nel teatrino di fronte che Cuticchio aprì nel 1973\, proseguendo pervicacemente una tradizione da molti considerata ormai morta. Una scelta artistica e di impegno civile. I pupi erano gli strumenti del mestiere del padre Giacomo\, puparo “camminante” per i paesini siciliani\, dove imbastiva il suo teatrino mobile. Un paese diverso per ogni ciclo di spettacoli. Mimmo ha traghettato la tradizione da un’era all’altra\, ampliandola e rinnovandola. 
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DESCRIPTION:FRANCESCO E LE CROCIATE\n\nNell’estate del 1219\, a 37 anni\, Francesco si reca con alcuni compagni a Damiata\, in Egitto\, nella generosa illusione di poter fermare gli scempi della quinta crociata. Il delegato della Sede Apostolica\, cardinale Pelagio Galvan\, che guida l’assedio a Damiata\, lo tratta come uno sconsiderato. Francesco è convinto che nell’Islam occorre andare con il mano il Vangelo e non con la spada. Pelagio va invece ripetendo che l’Islam va schiacciato proprio con la spada. Francesco gli predice\, nel nome di Dio\, una vergognosa fuga che si verifica puntualmente il 29 agosto. Nella sua divina ostinazione\, si reca nel campo dei Saraceni\, deciso ad incontrare il sultano Melek El Kemel\, che inutilmente aveva offerto ai cristiani una onorevole proposta di pace. Il sultano apprezzerà profondamente la fede cristiana di Francesco spinta al rischio del martirio.\n\n\n\nAttorno a questo episodio della vita del Santo\, che lo rivela come precursore di un concetto di convivenza universale\, ruotano dicerie\, miti\, leggende e fatti storicamente accertati\, dall’affiorare del senso della sua missione\, alla rottura con la famiglia\, al proselitismo\, al rapporto con Chiara\, al lupo di Gubbio\, all’opera di rievangelizzazione del suo ordine\, al dissenso con l’ala più mondana della Chiesa\, al mistero delle stigmate ricevute nell’eremo della Verna.\n\nLa vicenda è adattata all’ascolto di alcuni popolani\, nella Palermo della prima metà del XIII sec. Funestata da conflitti sociali e repressa da Federico II\, impegnato a ristabilire l’autorità imperiale. Sulla scorta delle fonti\, si immagina che due confratelli di Francesco giungano nella zona dell’antico porto di Palermo la sera del 13 settembre del 1224\, vigilia del giorno arcano in cui Francesco riceverà le stimmate. Sollecitati dalla curiosità popolare\, narrano la vita del Santo. La rappresentazione\, oltre a dare un’idea della diffusione del francescanesimo in Sicilia\, valorizza con il linguaggio delle maschere e quello dei combattenti\, le potenzialità espressive dell’opera dei pupi.
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SUMMARY:L’ORLANDO FURIOSO\, OVVERO IL MERAVIGLIOSO VIAGGIO DI ASTOLFO SULLA LUNA | DOMUS AUREA (Roma)
DESCRIPTION:L’ORLANDO FURIOSO\, OVVERO IL MERAVIGLIOSO VIAGGIO DI ASTOLFO SULLA LUNA | DOMUS AUREA (Roma)\nL’Orlando Furioso\, ovvero il meraviglioso viaggio di Astolfo sulla luna\, è uno spettacolo di Opera dei Pupi e Musica diretto da Giacomo Cuticchio che vede l’unione del tradizionale Teatro dell’Opera dei Pupi con il nuovo mondo della Musica Contemporanea.\nL’evento\, scritto e diretto dall’artista Giacomo Cuticchio\, prevede la presenza della storica compagnia di pupari e dei musicisti del Giacomo Cuticchio Ensemble.La pazzia di Orlando è uno degli episodi più cari al pubblico tradizionale dell’Opera dei Pupi. Uno spettacolo in cui si manifesta la vitalità del teatro in modo semplice\, diretto\, forte\, con mezzi sapientissimi che colpiscono tutti i sensi.Giacomo Cuticchio\, oprante e compositore\, propone una sua creazione caratterizzata dagli accenti epici\, non separabili dall’esercizio teatrale né riducibile alla sua sola persona.Lo spettacolo sintetizza una doppia operazione: da un lato il riconoscimento indiscusso del patrimonio culturale di una tradizione e il suo pieno possesso a livello di mestiere e di universo culturale; dall’altro l’allontanamento e l’innovamento per creare il proprio spazio autonomo di artista e traghettare l’Opera dei Pupi nella contemporaneità.Un atto d’amore verso il Teatro dei Pupi\, una memoria funzionale alla pratica artistica\, l’habitat indispensabile all’esercizio stesso dell’Opra e al rapporto con il pubblico. Lo spettacolo si rivela come confluenza unitaria di più elementi e di più linguaggi\, proposti al pubblico con pari dignità.
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SUMMARY:CIMBELINO (da William Shakespeare)
DESCRIPTION:CIMBELINO (da William Shakespeare) — EVENTO SPECIALE —  Domenica 8 Novembre ore 21 Cefalù (PA) Teatro Cicero \nda William Shakespeare \nCompagnia Figli d’Arte Cuticchio – drammaturgia e regia Giacomo Cuticchio \ncon \nGIACOMO CUTICCHIO \nSALVINO CALATABIANO \nTANIA GIORDANO \n  \nmusiche \nGIACOMO CUTICCHIO \n  \neseguite dal \nGIACOMO CUTICCHIO ENSEMBLE \nviolino \nMARCO BADAMI \nvioloncelo \nPAOLO PELLEGRINO \ntrombone \nFABIO PIRO \nSaxofono \nNICOLA MOGAVERO \n  \nluci \nMARCELLO D’AGOSTINO \n  \norganizzazione \nELISA PULEO \n  \nUna produzione \nASSOCIAZIONE FIGLI D’ARTE CUTICCHIO \nSINOSSI DELLO SPETTACOLO (consigliato dai 7 anni e per tutti): \nNel maestoso regno di Britannia\, dove le scogliere si ergono come sentinelle e le foreste custodiscono segreti più antichi dei re\, si apre la vicenda di un amore messo alla prova dal fato. Postumo\, giovane gentiluomo di nobile virtù e coraggio temprato\, unisce il suo destino a quello di Imogene\, figlia del sovrano. Ma la loro unione\, pura come un giuramento inciso nella pietra\, viene infranta dall’ombra dell’inganno. Il re\, avvelenato dai sospetti insinuati dalla sua sposa — regina di seconde nozze e tessitrice di trame oscure — scaccia Postumo dal regno\, condannandolo a un esilio improvviso e crudele. \nEppure Imogene\, luminosa come una stella che non conosce tramonto\, resta fedele al suo amore. Nessuna minaccia\, nessuna promessa\, nessuna corte arrogante — nemmeno quella di Cloten\, figlio della regina e incarnazione di un’arroganza cieca — riesce a piegare la sua volontà. Così\, mentre il destino si stringe attorno ai protagonisti come un cerchio di ferro\, si dispiega un intreccio di inganni\, duelli\, fughe\, apparizioni e battaglie: un cammino in cui la verità\, ferita ma indomita\, cerca il suo trionfo\, e la giustizia reclama il proprio ritorno come un tuono che scuote la terra. \nLo spettacolo affonda le sue radici nella tradizione gloriosa del teatro dei pupi\, ma non si limita a evocare antiche gesta: le rinnova\, le trasfigura\, le conduce verso un territorio inesplorato. Giacomo Cuticchio affronta un’impresa che ha il sapore dell’epopea: portare il Cimbelino shakespeariano dentro un linguaggio scenico che\, per secoli\, ha narrato le imprese di Orlando\, di Carlo Magno\, dei paladini e delle Crociate. È un viaggio che richiede ardimento\, visione e un ascolto profondo delle fibre più segrete del testo. \nCon un lavoro di raffinata riduzione\, Giacomo distilla l’essenza dell’opera: mette in luce la trama portante\, il tumulto delle passioni\, la natura mutevole dei personaggi\, e accorda il teatro dei pupi allo spirito del Bardo\, affinché lo spettatore possa ritrovare in scena non solo la storia\, ma il suo respiro più autentico. \nE su tutto\, come un vento che attraversa la scena e la plasma\, si leva la nuova colonna sonora composta da Giacomo Cuticchio. Non è semplice accompagnamento: è forza primigenia\, è voce del destino\, è eco di un mondo che vibra oltre le parole. L’ensemble di archi e fiati\, eseguendo dal vivo queste musiche inedite\, diventa un coro invisibile che guida gli eventi\, li innalza\, li scolpisce. \nGli archi\, con il loro canto teso e ardente\, sembrano dare voce ai sentimenti più profondi dei personaggi: l’amore che resiste\, il dolore che lacera\, la speranza che non muore. I fiati\, con il loro timbro antico e solenne\, evocano foreste misteriose\, tempeste che annunciano il cambiamento\, apparizioni che parlano al cuore degli uomini. È una musica che non descrive: invoca. Non accompagna: conduce. Non commenta: profetizza. \nCosì\, nella fusione di parola\, gesto\, legno\, luce e suono\, il Cimbelino rinasce come un poema epico: solenne\, vibrante\, attraversato da un soffio antico eppure sorprendentemente nuovo. Una storia che torna a vivere con la forza di un mito\, pronta a imprimersi nella memoria di chi ascolta.
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SUMMARY:SULLE VIE DELL’INFERNO
DESCRIPTION:Stagione 2026/2027 della Filarmonica Laudamo di Messina (ME)\nMIMMO CUTICCHIO\nSULLE VIE DELL’INFERNO\n\n\n\n\n\n\n\nDomenica 6 DICEMBRE 2026 | 18:30 | Filarmonica Laudamo di Messina (ME)\n\n\ntesti tratti dalla Prima Cantica della Divina Commedia di Dante Alighieri\n  \n\nMimmo Cuticchio con la Compagnia dei Figli d’Arte Cuticchio ed il Giacomo Cuticchio Ensemble per un evento speciale tratto dalla Prima Cantica della Divina Commedia. \n“Nel mio lavoro teatrale non ho mai inseguito le ricorrenze\, a parte l’omaggio che ho voluto fare a Cervantes per i 400 anni dalla pubblicazione del Don Chisciotte e lo spettacolo per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Ma i 700 anni della morte di Dante Alighieri giungono in un anno particolare per l’umanità. E allora ho pensato che la sua straordinaria visione\, la sua Commedia\, che ci mostra tutte le miserie e le sofferenze umane è oggi più attuale che mai. Per questo\, qualche mese fa\, ho cominciato a immaginare un percorso nel poema dantesco e\, come spesso accade\, sono stati i miei pupi a venirmi incontro.\nTra loro c’è sempre stato un personaggio uscito dalla penna di Ariosto\, un cavaliere d’amore chiamato Ariodante\, forse un omaggio che il poeta ha voluto fare all’autore della Divina Commedia\, legando il suo nome al proprio. La sua tormentata storia d’amore con Ginevra di Scozia sembra ispirata a quella di Paolo e Francesca. Insomma\, mi è sembrato naturale partire da questo personaggio\, che oggi mi appare sotto una nuova luce. Ho immaginato che – avendo i pupi una vita propria – quando l’oprante puparo spegne le luci del suo teatro\, Ariodante lasci il suo posto a fianco dei compagni e indossi il vestito di Dante\, spinto dal desiderio di intraprendere un viaggio che\, insieme a noi\, sente il bisogno di ripercorrere. Sarà lui\, quindi\, nelle vesti del poeta\, ad accompagnarci tra i gironi dell’Inferno\, ovviamente insieme a Virgilio.\nNello spettacolo Sulle vie dell’Inferno i pupi saranno presenti sul grande schermo\, ripresi dall’occhio esperto di Daniele Ciprì\, che ha coordinato luci ed ombre ed esaltato la bellezza dei pupi e dei contributi esterni girati da Chiara Andrich e Andrea Mura.\nDavanti allo schermo io narrerò di alcuni personaggi dell’Inferno\, descriverò le loro pene\, la loro rabbia\, la loro disperazione; l’attore Alfonso Veneroso restituirà la bellezza dei versi così come li ha scritti Dante\, mentre le musiche di mio figlio Giacomo\, scritte apposta ed eseguite dal vivo\, interagiranno armonicamente con la parola e le immagini.\nCon questa messa in scena non intendevo riproporre la vicenda che tutti conosciamo e che studiosi di tutto il mondo hanno saputo analizzare con competenza\, piuttosto mi interessava incrociare quella storia con alcuni luoghi delle nove province siciliane: la Passeggiata di Goethe sul Monte Pellegrino a Palermo\, la Torre di Messina da cui si guardano Scilla e Cariddi\, la Necropoli di Pantalica a Siracusa\, le terme libere di Segesta per la provincia di Trapani\, il grande Ilice secolare sull’Etna nella provincia di Catania\, la Miniera di Sommatino a Caltanissetta\, la Cava di Ispica a Ragusa\, l’Isola di Linosa in provincia di Agrigento\, la Rocca di Cerere ad Enna.\nIn questi luoghi sono stati ambientati diversi episodi della prima cantica\, mentre il resto dei gironi e delle bolge è stato girato nel piccolo boccascena del mio teatro dei pupi.\nGrazie ad un sofisticato lavoro di postproduzione\, i pupi sembrano muoversi autonomamente\, senza l’intervento di manianti e combattenti.” \n\nMimmo Cuticchio\n\n\nIdeazione scenica e regia: Mimmo Cuticchio \nCunto: Mimmo Cuticchio\nVersi di Dante: Alfonso Veneroso\nDirettore della fotografia: Daniele Ciprì\nAiuto regia: Chiara Andrich \nMusica originale: Giacomo Cuticchio\nMarco Badami: violino\nPaolo Pellegrino: violoncello\nNicola Mogavero: sassofoni\nFabio Piro: trombone\nGiusy Cascio: sintetizzatore\nGiacomo Cuticchio: vocalist\, sintetizzatore e live electronics \nLuci: Marcello D’Agostino\nOrganizzazione: Elisa Puleo
URL:https://www.figlidartecuticchio.com/eventi/sulle-vie-dellinferno-4/
LOCATION:Filarmonica Antonio Laudamo di Messina (ME)
CATEGORIES:Esposizione,Evento,Incontri,La macchina dei sogni,Opera dei Pupi,Spettacoli
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