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SUMMARY:UN NATALE PARTICOLARE ALL’OPERA DEI PUPI
DESCRIPTION:DAL MARTEDÌ AL SABATO GLI UNICI 2 INGRESSI  AL PRESEPE SONO ALLE ORE 11\,30 E ALLE ORE 16\,30 dall’8 DICEMBRE 2022 ALL’8 GENNAIO 2023 \nSuggeriamo la prenotazione telefonica \n*** *** *** \nUN NATALE PARTICOLARE ALL’OPERA DEI PUPI \n\n\n\nIl 16 novembre di quest’anno\, nell’Aula Magna dell’Università Roma Tre\, mi è stata con- ferita la Laurea honoris causa in “Teatro\, Musica e Danza”. Capite bene che quella giornata è stata per me una “giornata particolare”. Un oprante-puparo e cuntista\, che il più delle volte viene relegato all’interno di una tradizione popolare ritenuta mero folclore\, ottiene un riconoscimento culturale e teatrale di così alto livello. Ma questa laurea non è solo un titolo alla mia persona e alla mia storia artistica\, è un importante passo avanti per l’arte dei pupi e per la sua tradizione vivente. \nTornato a Palermo\, ho voluto pensare a dei momenti di incontro per ringraziare i molti amici che hanno gioito insieme a me. Per prima cosa ho pensato di condividere il conferimento universitario con tutte le compagnie del teatro di figura italiano\, poi\, idealmente\, con tutti gli opranti e i pupari che hanno lavorato dalla prima metà dell’’800 ai nostri giorni. \nDi questi appassionati teatranti\, possiedo una sessantina di pupi armati e una ventina in paggio\, un certo numero di teste di ricambio\, di animali\, di esseri fantastici\, che ho deciso di mostrare per la prima volta. Il pubblico potrà riconoscere\, nello stile di ogni singolo pupo\, la ricerca artigianale di ogni puparo\, le differenze formali tra un personaggio e l’altro. Questa mostra è un modo per sentire vicini questi maestri che non ci sono più. Di ogni costruttore possediamo i documenti anagrafici\, conosciamo i soprannomi\, gli aneddoti e gli episodi di vita che ci tramandiamo oralmente da padre in figlio e da maestro ad allievo. Oggi li condividiamo con voi. \n\n\n\nPupi della nuova generazione \nI pupi appesi alle pareti del mio laboratorio si dividono in pupi classici\, destinati a rappresentare il lungo ciclo della Storia dei Paladini di Francia\, e pupi nuovi\, senza i quali non avrei raggiunto i miei primi cinquant’anni di attività\, a partire dalla formazione della compagnia Figli d’Arte Cuticchio nel 1971 e l’apertura del Teatrino di via Bara all’Olivella il 28 luglio 1973. \nProprio allora scrissi il mio primo copione\, portando in scena con più di quaranta pupi\, appositamente costruiti\, la storia di Cagliostro\, mitico personaggio palermitano la cui vita è stata narrata in un romanzo da Alexandre Dumas. \nPer le scuole elementari montai la storia di Carlo Magno\, e poi\, pensando alle medie\, rea- lizzai l’Iliade\, la Gerusalemme liberata e l’Odissea. L’elenco è lungo\, conta più di ottanta copioni e 700 nuovi pupi\, da Carlo Gesualdo a Manon Lescaut\, da Tosca a Tancredi e Clorinda\, fino ai personaggi realizzati per lo spettacolo O a Palermo o all’inferno\, andato in scena in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia\, e ancora il Macbeth di Shakespeare e l’Inferno di Dante\, ultima produzione. \n\n\nIn questi cinquant’anni di attività\, spesso mi sono ritrovato solo\, senza l’appoggio delle istituzioni\, ma non ho mai sofferto la solitudine. Ogni volta che affiorava questo sentimento\, i miei pupi mi venivano in soccorso\, ricordandomi che essi sono sempre nati in misura maggiore di quanto ne facessi morire in scena durante le rappresentazioni. \n\n\n\nQuesto presepe \nQuando abbiamo potuto\, nel periodo natalizio abbiamo sempre realizzato un presepe di pupi\, dedicato alla pace nel mondo. Quest’anno\, accanto a San Giuseppe\, alla Madonna e al bambinello\, ci saranno tutti i pupi\, pagani e cristiani insieme. \nAbbiamo pensato che la “casa dove abitano i pupi” dovesse essere la grotta della natività. A far compagnia ai “nostri”\, ci sono anche alcu- ni pupi di scuola catanese e napoletana. Na- turalmente non può mancare San Francesco\, colui che ha immaginato per primo il presepe\, e i Crociati\, che il poverello d’Assisi raggiunse a Damiata\, in Egitto\, per tentare di fermare la quinta Crociata. \nGrazie della vostra partecipazione. \n\n\n\n\n\nFate piano\, il Bambino dorme \n\n\n\n\n\n\n\n\nQuesto progetto è dedicato alla Natività\, che è per noi simbolo della rinascita. Favola e mito si fondono per superare le barriere del tempo e dello spazio\, attraverso un percorso che si snoda tra mostre\, spettacoli e visite guidate. Storie antiche e moderne si incrociano per accendere nei giovani la curiosità verso un mondo lontano\, ma che ancora oggi dispensa i suoi insegnamenti morali\, attraverso il linguaggio universale della poesia\, dell’azione teatrale e della parola. Una parola che stimola la fanta- sia e nutre le coscienze. Il programma\, che si articolerà tra dicembre e gennaio\, recupera materiali di repertorio legati al Natale acco- standoli all’immaginario contemporaneo. Fulcro del nostro progetto\, intorno al quale ruotano tutte le altre manifestazioni\, è il Presepe dei pupi. Nel nostro Paese\, il Presepe è una tradizione consolidata\, il simbolo della nascita\, dell’armonia di una piccola famiglia nella quale si rispecchiano tutte le altre. Allestito come un evento teatrale\, il nostro presepe è composto da pupi provenienti dagli spettacoli che hanno segnato il percorso artistico di Mimmo Cuticchio\, e della compagnia da lui diretta\, nell’arco di cinquant’anni di attività. Una moltitudine di “pezzi unici” nati in epoche diverse\, che si prestano benissimo per l’allestimento rituale della Natività e della sua simbologia. Per noi il Presepe non è soltanto una particolare sacra rappresentazione\, ma anche una liturgia laica intorno alla quale si raduna la comunità\, non solo per celebrare la nascita del Salvatore\, ma anche per sancire la propria fratellanza. \n\n\n\n\nNessuna meraviglia\, dunque\, se piuttosto che le tradizionali statuine in terracotta troverete paladini e saraceni realizzati dai maggiori costruttori siciliani – Giuseppe Amante\, Giuseppe e Vincenzo Argento\, Luciano Bumbello\, Gaspare e Nino Canino\, Mimmo e Nino Cu- ticchio\, Carmelo Di Girolamo\, Antonino Mancuso\, Cola Pirrotta\, Francesco Sclafani\, Totò Spataro – che rappresentano più di due secoli di storia del Teatro dei pupi\, oltre a numero- si altri soggetti realizzati per gli spettacoli del nuovo repertorio\, che Mimmo Cuticchio ha messo in scena a partire dagli anni Settanta del secolo scorso. \n\n\n\n\nL’appuntamento rituale col Natale\, quest’anno è per noi anche l’occasione per festeggiare il recente conferimento a Mimmo Cuticchio della laurea honoris causa da parte dell’Università Roma Tre\, un alto riconoscimento che rende giustizia alla figura dell’oprante\, spesso circoscritta dentro un’arte considerata folkloristica. I pupi\, antichi e di recente costruzione\, rendono omaggio al loro maestro che li rappresenta e\, senza spogliarsi delle loro identità sceniche\, si fanno portavoce di un messaggio di pace in questi tempi oscuri. \n\n\n\n\nSin dal ’600 e dal ’700 l’arte presepiale ha introdotto nuovi personaggi tratti dalla quotidianità\, affiancandoli a quelli del racconto biblico\, figure sacre e profane hanno sempre convissuto in questa particolare forma di messa in scena\, basti pensare alla tradizione napoletana di San Gregorio Armeno\, che si rinnova ogni anno. Col nostro presepe ci inscriviamo nel solco di questo rinnovamento\, sostituendo i personaggi della tradizione con i protagonisti della narrativa cavalleresca. \n\n\n\n\nIl Presepe realizzato con i pupi ha anche lo scopo di invitarci a riflettere sul presente auspicando l’avvento di un mondo migliore. Ecco perché i nostri guerrieri depongono le armi e la disposizione dei pupi\, che sul pal- coscenico segue regole precise (i cristiani alla sinistra degli spettatori\, i saraceni a destra e i paggi in fondo)\, qui non viene rispettata. Non vogliamo più barriere ideologiche\, i pupi sono tutti uguali\, nessun protagonista\, nessun antagonista. \n\n\n\n\nIl nostro maggiore desiderio\, dunque\, è che il pubblico possa guardare la scena con lo sguardo semplice e ammirato di quei primi pastori che ricevettero l’annuncio degli angeli e con il silenzio adorante di quei saggi venuti da lontano per riflettere sulla condizione umana\, sulle sue fragilità\, le debolezze\, le imperfezioni\, una umanità che non dovremmo mai rischiare di perdere. \n\n\n\n\nE adesso fate piano… il BAMBINO dorme. \n\n\n\n\nAssociazione Figli d’Arte Cuticchio
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LOCATION:Teatro dei Pupi di Mimmo Cuticchio\, Via Bara 95\, Palermo\, PA\, 90133\, Italia
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